1. Cosa è un “colore”
In pittura il colore non è solo un codice sullo schermo: è il risultato di luce, pigmento, mezzo (olio, acrilico, acqua) e di come occhio e cervello lo leggono rispetto a ciò che gli sta intorno.
Per questo un verde a monitor e un verde veronese nel tubetto non coincidono mai alla perfezione: uno è luce, l’altro è materia.
2. Due sistemi: luce e pigmento
| Sistema | Dove | Primari tipici | Mix |
|---|---|---|---|
| Additivo (RGB) | Schermo, foto | Rosso, verde, blu | Più luce → più chiaro; insieme → bianco |
| Sottrattivo (pittura) | Tubetti, pigmenti | Giallo, rosso/magenta, blu/ciano (approssimati) | Più pigmento → più scuro; insieme → bruno/grigio |
Il Colorimetro parte da una foto (RGB) e la traduce in famiglie di colore da acquistare su bellearti.it: è un ponte tra i due mondi, non una equivalenza di laboratorio.
3. Le tre dimensioni del colore
- Tonalità (hue) — il “nome” del colore: rosso, giallo, verde, blu…
- Saturazione — purezza: dal grigio spento al colore vivo.
- Valore / luminosità — chiaro ↔ scuro.
In pittura il valore è spesso più importante della tonalità: un paesaggio “regge” se i chiaroscuri sono giusti, anche con pochi colori.
4. Cerchio cromatico e rapporti
Sul cerchio, in sintesi didattica:
- Primari: giallo, rosso, blu
- Secondari: arancio, verde, violetto
- Terziari: mix di primario e secondario
Relazioni utili in tavolozza:
- Complementari (opposti, es. blu ↔ arancio): contrasto forte; in mescola si neutralizzano verso grigi e bruni.
- Analoghi (vicini, es. blu–turchese–verde): armonia soft, tipica dei paesaggi.
- Triadi / schemi multipli: un colore dominante e gli altri di supporto.
I pigmenti reali non sono primari puri: i mix “sporchi” sono preziosi per ombre, terre e atmosfere.
5. Mescola pratica
Regole empiriche, le stesse che ispirano lo strumento Mescola:
- Parti dal chiaro (bianco o tinta chiara) e aggiungi poco pigmento alla volta.
- Lavora con due colori per volta; il terzo solo quando i primi due sono stabili.
- Il mix di pigmenti non è lineare come RGB: spesso esce più scuro e meno saturo del previsto.
- Il bianco schiarisce ma raffredda e desatura.
- Il nero scurisce ma sporca; spesso è meglio un blu scuro, una terra o un complementare.
Una ricetta del tipo “base di bianco + una percentuale di blu di cobalto” è una stima didattica: in tela si regola a occhio, ma aiuta a non partire dal colore puro troppo carico.
6. Temperature e “sporcature”
- Caldi (gialli, aranci, rossi, ocra): avanzano, danno luce e vicinanza.
- Freddi (blu, verdi-blu, violetti): indietreggiano, ombre, distanza.
Un errore frequente passando dalla foto alla tavolozza: trattare un beige di pietra come carnagione, o un verde oliva come grigio. La tonalità va letta insieme a saturazione e contesto (paesaggio o ritratto).
7. Famiglie utili in bottega
Non si comprano “codici esadecimali”, si comprano famiglie di colore — e su bellearti.it il filtro famiglia funziona per tipologia (olio, acrilico, acquarello…).
| Famiglia | Ruolo tipico |
|---|---|
| Bianchi | Luce, impasti, schiariture |
| Gialli / ocra | Luce solare, vegetazione chiara, terre |
| Rossi / rosa | Carne, tetti, fiori, accenti |
| Terre / marroni | Ombre calde, pietra, tronco |
| Verdi | Fogliame (dal giallo-verde al verde scuro) |
| Blu / turchesi | Cielo, acqua, ombre fredde |
| Violetti | Ombre di pelle, crepuscolo |
| Neri / grigi | Accenti e neutri, con parsimonia |
Un paesaggio ricco di vegetazione può richiedere più verdi distinti (chiaro, medio, scuro, oliva, giallastro), non un solo “verde medio”.
8. Colore locale e colore percepito
- Colore locale: “l’erba è verde”.
- Colore percepito: l’erba in ombra può essere blu-verde; al sole, giallo-verde.
L’analisi da foto cattura il percepito (i pixel), non il nome dell’oggetto. Per dipingere conviene:
- Individuare le masse di valore (chiaro / medio / scuro).
- Assegnare una famiglia dominante a ciascuna.
- Riscaldare o raffreddare i mix rispetto al colore vicino.
9. Limiti della teoria “da manuale”
- I pigmenti hanno potere colorante diverso (un blu intenso tinge più di un’ocra).
- Alcuni mix sono fangosi per natura: si usano o si evitano a seconda dell’effetto cercato.
- Luce diurna e luce artificiale cambiano tutta la tavolozza.
- Foto e RGB comprimono i colori: l’analisi è un aiuto, non un referto di laboratorio.
10. Come usarla nel Colorimetro
- Griglia di base — sedici tinte di riferimento per orientarti sullo spettro. Non sono prodotti da comprare “così come sono”: servono a capire tonalità e mescolanze.
- Mescola — seleziona due tinte dai riquadri e muovi il cursore: vedi subito il risultato dell’impasto prima di aprire i tubetti.
- Analisi foto — carica un’immagine (o scattane una dal telefono): compaiono le tinte principali con nomi da bottega e link alle famiglie colore su bellearti.it. La scelta del prodotto resta tua.
- Tipologia — dal menu scegli olio, acrilici, acquarello, tempera, pigmenti o pastelli: i link si aggiornano sulla categoria e sulla famiglia colore.
- Sul telefono — se aggiungi Il Colorimetro alla schermata Home (web app), puoi usare anche la fotocamera in tempo reale: scatti e analizzi i colori senza passare dal computer.
- Contesto — in paesaggio si privilegiano verdi distinti; in ritratto la carnagione. L’analisi è un aiuto, non un referto di laboratorio.